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Cosa ci hanno detto le elezioni europee
di Dario Pessina, Segretario del Circolo di Laveno Mombello del Partito Democratico

Il 26 maggio è stato giorno di elezioni Europee; in alcuni paesi avevano votato prima (per esempio nel Regno Unito, dove hanno eletto europarlamentari, anche se da un paio d'anni stanno cercando di lasciare l'Unione Europea a seguito dello sciagurato referendum sulla "Brexit") ed alla fine ne è scaturito il nuovo Parlamento europeo. Si è votato anche per il rinnovo delle amministrazioni locali, anche in molti comuni del circondario di Laveno Mombello, ma restiamo sull'Europa, o meglio, vediamo come gli italiani ed i lavenesi hanno votato in questa tornata europea.
 
Ha vinto la Lega. Chi prende più voti, vince. Inoltre la Lega è in crescita di consensi. Ha fatto il pieno di consensi il ministro Salvini (quasi 2,2 milioni di preferenze!). Avendo già alle spalle tre legislature da europarlamentare, vuol dire che sarà stato senz'altro votato per il grande contributo offerto alla causa europea, oppure alla causa italiana o padana in Europa! In realtà al Parlamento europeo ha parlato molto, ma nella classifica delle presenze è in fondo alla classifica (543° nell'ultima legislatura e 625°, su 751 parlamentari, in quella prima); nelle commissioni Ambiente, di cui fa parte, ha fatto 0 (zero) presenze su 80 riunioni ed in quella sul commercio internazionale ha avuto nel 2016 il 6% di presenze. Allora, se non è così presente in Europa, sarà stato votato per l'assiduo lavoro al Ministero dell'Interno o in Parlamento a Roma! Le presenze in Parlamento sono circa il 2% (due) delle sedute, mentre nei primi cinque mesi del 2019 al Viminale è stato visto una quindicina di volte in tutto. In compenso il 25 aprile, guarda caso, giorno delle celebrazioni della Liberazione dal nazifascismo, si è improvvisamente ricordato di essere il Ministro dell'Interno ed ha deciso di occuparsi di mafia andando a Corleone. Ma allora? Centinaia di comizi di partito, innumerevoli presenze in TV, centinaia di presenze agli eventi più disparati, propaganda a palate per nascondere tutte le criticità irrisolte dal governo di cui è colonna portante. Ed ha funzionato.
 
Ha perso il Movimento 5 Stelle. Chi perde molti voti, perde. Sta al M5S fare le proprie valutazioni sulle ragioni e su cosa fare. Certamente, continuando a smentire tutti i proclami fatti negli anni in cui si presentavano duri e fieri oppositori di tutto e di tutti, entusiasti sostenitori del "vaffa", alla fine hanno disorientato se stessi, oltre che molti sostenitori. Curioso, ma non troppo, è il fatto che per evitare discussioni sul suo operato, il leader Di Maio abbia pensato bene di blindare la propria posizione attraverso la mitica piattaforma Rousseau, certo che i militanti comunque non gli avrebbero chiesto di dimettersi o comunque di fare un passo indietro. Così è avvenuto, ma sembra proprio che dentro al Movimento vi sia qualche difficoltà alla discussione ed al confronto interno aperto e trasparente. E dire che sono quelli che chiedevano la diretta streaming per tutto!
 
Ma il PD? Domanda ricorrente. Il Partito Democratico non ha vinto e non ha perso, o meglio, dipende dai raffronti. Il 40% delle precedenti europee è un ricordo che pare di un'altra epoca (ma era solo il 2014), ma è andata meglio che alle politiche dello scorso anno. A Laveno Mombello con il 25,3% il PD ha raccolto un risultato al di sopra della media nazionale ed ha ottenuto il terzo miglior dato della nostra provincia, dopo Saronno e Varese. Certo, il lavoro che deve portare avanti Zingaretti è decisamente impegnativo. Bisogna riuscire a costruire nella un'alternativa alla destra aggressiva di questo periodo, velocemente anche, perché il prossimo futuro non si presenta né roseo né rassicurante, anche se il premier Conte aveva previsto "un anno bellissimo". Nei fatti il lavoro dovrà essere tenace e certosino, anche perché le alternative si costruiscono con alleanze e queste elezioni hanno restituito una sinistra "radicale" in estrema difficoltà, un partito "verde" che non raccoglie consenso e nell'attuale panorama politico in questo momento risulta difficile pensare ad ulteriori soluzioni, almeno fino a quando i soggetti politici in campo rimangono quelli attuali.
 
Cerchiamo nel frattempo di guardare in Europa e di prendere spunto da alcune realtà dove la sinistra ottiene buoni risultati grazie ad un'azione politica seria e credibile. In Spagna e Portogallo, paesi governati dal centro sinistra, in crescita economica, i partiti socialisti superano abbondantemente il 30%, in Olanda e Svezia sono il primo partito. L'onda "nera" dei partiti sovranisti e xenofobi, di destra più o meno marcata, è arrivata, ma alla fine più debole del previsto, quindi questi partiti non saranno determinanti per la vita politica europea. Si spera peraltro che l'Europa sappia rinnovarsi e lavorare per sviluppare politiche per il lavoro, i diritti, l'ambiente e la riduzione delle disuguaglianze, così come sostiene convintamente il PD. Di certo i nostri governanti lega-pentastellati stanno raggiungendo un primo risultato, che è l'isolamento totale del nostro Paese in Europa, già da subito. Complimenti.


 
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